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Non che sia importante, ma da domani sarò al Salone del Libro. Una grande occasione, soprattutto, per passare un po’ di tempo con gli amici di Verdenero.

Il mio romanzo La qualità della vita sarà allo stand x38, y37 padiglione OVAL. Per buona parte del venerdì pomeriggio e del sabato anche io sarò presso quello stand, assieme ai rappresentanti di alcune case editrici provenienti dalle Marche. Per inciso, pubblicano ottimi volumi e vale la pena darci un’occhiata. La regione dalla quale provengo sta diventando una piccola fucina di autori.

Casomai qualcuno delle migliaia di fans capitasse allo stand e non mi trovasse, lascerò un recapito telefonico cui contattarmi e, pur di evitare che vi strappiate tutti i capelli, correrò da voi. Oppure, provate dagli amici Verdenero: Stand E36.

Il mio secondo romanzo non ci sarà ancora, ma se ne può parlare :-)

Grazie a tutti da parte mia e de La qualità della vita

Pamarasca

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Se uno ha amici o conoscenti psicoanalisti, e ancor più se ha amici psicoanalisti lacaniani, capitano queste cose.

– Ciao
– Ciao
– Cosa stai leggendo?
– Sto riguardando le bozze del mio secondo romanzo, l’ho finito l’altroieri
– Accidenti, che bello. Sono contento
– Sì
– Ed è autobiografico anche questo come il primo?
– Mh… No, direi di no. Solo il punto di partenza, l’ambientazione un po’. Ma tutto il resto no.
– Ah. Allora questa volta parli per davvero di te stesso

:-)

Pamarasca

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La recensione di Antonio Luccarini a La qualità della vita

Di solito il vizio di fondo delle operazioni di scrittura degli esordienti è costituito dall’ansia di voler esprimere in un’unica prova tutto quello che si sa, tutto quello di cui ci si ritiene capaci, il più delle volte ottenendo proprio un risultato opposto a quello che ci si era prefissi; spesso si cade nell’errore del cuoco che si permette di correggere la ricetta originale, aumentando le dosi e che finisce per caricarla di eccessivo sapore. Paolo Marasca, scrittore anconetano al suo esordio, invece, dà prova di essersi confrontato con il materiale del suo primo libro La qualità della vita (Italic-Pequod, 13 euro prezzo online), innanzitutto, ricorrendo al senso di equilibrio e di misura. Egli confessa a questo proposito di aver avuto a disposizione, prima di arrivare alla pubblicazione, il tempo giusto per poter apprendere ed apprezzare, dalla vita e dalla letteratura, una necessaria lezione di umiltà. E dire che i pregi rintracciabili nel suo romanzo non sono pochi e di poco conto, forse perché il lavoro ha subito più di un controllo prima d’uscire in libreria. E’ il racconto di un ritorno in una Milano che è stata lo sfondo di “sogni e bisogni” lontani, di una sosta forzata in una stazione di provincia, di incontri casuali, della partecipazione ad un funerale, di facce, umori, ricordi, sentimenti che dal passato irrompono a sparigliare un presente già di per sé confuso e senza punti d’appoggio, di amori finiti ed amori perduti appartenenti ad un personaggio che vive scrivendo guide di viaggio di città che, in realtà, non visita. Tutto all’insegna dell’incompiuto: relazioni, scelte, impegni, di una vita quotidiana che, appunto, malgrado si tenti ad ogni modo di ordinarla, non riesce mai a snodarsi per capitoli risolutivi come in romanzo. L’ acquario di cui si prende cura Mirco il protagonista di questa trasferta sentimentale è una delle immagini chiave che compendiano il senso di questa asciutta, delicata, ironica, vibrante, operazione di scrittura. Dentro e fuori l’acquario della vita con l’onestà intellettuale di descrivere solo quello che si muove nell’acqua, fossero riti violenti o nuotate senza senso, ripetitive e monotone. L’altra immagine che integra e corregge la nuda verità dell’acquario è la guida turistica di Parigi, costruita a tavolino, servita al lettore come da indicazioni del capo chef, astratta, asettica, come ogni identità di luoghi inventati ad uso di un immaginario collettivo consumista che si nutre solo di prodotti già confezionati. Senza retoriche, senza struggenti malinconie, ci viene offerto il ritratto per certi versi sommario, ma proprio per questo più suggestivo, di alcuni anni del nostro paese, inquietanti ma ugualmente pieni di desiderio e di commovente disperazione.

Antonio Luccarini

N.B.: Grazie a questa recensione, apparsa sul Messaggero del 16 novembre 2010, potrei detenere un curioso record: ben due recensioni scritte su due quotidiani locali diversi per mano di due miei ex insegnanti del liceo :-) Son soddisfazioni…

Pamarasca

La sera prima della presentazione del mio romanzo a Firenze, ero a cena da Sabrina e Giacomo. La loro figlia maggiore, Bianca, seguiva  i miei movimenti in casa sua con curiosità mista a diffidenza. Alla fine, presa un po’ di confidenza, mi chiedeva:
–    Ma lo hai fatto tutto tutto te questo libro?

Il libro stava sul tavolo, consumato dalla madre che il giorno dopo mi avrebbe presentato. Stava a testa in giù accanto al formidabile risotto ai funghi di Giacomo.
–    La carta no – ho risposto – però le parole le ho fatte tutte io, una per una.

In questo scambio di battute tra un adulto e una bambina sta alla fine la differenza semantica tra libro e e-book: il libro è un oggetto fisico. Non solo si scrive: si fa. L’e-book è un testo e l’oggetto, semmai, è il supporto utilizzato per leggerlo. Non dovrebbe chiamarsi “book”. Tutto qui.

Per il resto, tutto bene. Viva le novità che ci permetteranno di leggere meglio, ovunque, di più.

Ma, certo, non ci sarà un bambino pronto a stupirsi perché tu hai “fatto” quella cosa che vede riposta sul tavolo e che occupa una specifica porzione dello spazio che state dividendo.

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Prima di tutto grazie. A quelli, tanti, che sono venuti alla presentazione de La qualità della vita e al palpabile affetto che mi ha circondato fino a tarda sera.

Poi, scusate: quelli cui ho scritto dediche sgrammaticate o insensate: la penna si muoveva con largo anticipo rispetto al cervello.

E ancora, scrivete: alla presentazione eravate tutti amici, quindi senza remore, se vi va, scrivetemi quel che ne pensate: mi farà bene in ogni caso. Scrivetemi qui, in forma di commento, o su fb, o dove volete.

Sino ad ora ho ricevuto solo feedback positivi e, come molti di voi sanno, il mio ego non ha esattamente bisogno di essere ingozzato. Quindi, se avete critiche o perplessità, se dopo due pagine l’avete abbandonato, o se rivolete i soldi dell’incauto acquisto, beh, scrivete anche queste cose.

Se invece vi è piaciuto, vi chiedo di essere amici anche nella promozione: una cosa che, con le piccole case editrici, si dovrebbe fare sempre. Una buona abitudine, che nel suo piccolo scardina le regole di un’editoria sempre più in mano ai colossi, padroni di case editrici-distributori-librerie. Come si fa? È semplice: se avete un account su anobii, inserite il libro, se vi va scrivete una recensione, o consigliatelo; su facebook, se siete fan di pagine di lettori, suggeritelo, o trovate altri modi di parlarne. Lo stesso su twitter.

Non vi chiedo certo di mettervi a fare pubblicità per me: solo di favorire il piccolo ma prezioso passaparola che potrebbe nascere sul web. Se vi va. Io, ci metterò del mio.

Infine, grazie a Luigi, amico e poeta dalle qualità umane e letterarie eccezionali: spero di poter presto presentare io la sua raccolta di versi.

Insomma, vabè, vi voglio bene.

pamarasca

Le foto fatte alla presentazione sono di Alessandra 😉

Le foto della splendida micia intellettuale di Michela :-)

Il mio romanzo l’ho scritto io. Però poi ci sono gli amici artisti, bravi a fare quello che fanno e che siccome sono amici lo fanno anche per me. Quindi Umberto mi ha dato i pesci della copertina; Emidio ha scritto la quarta di copertina; Alessandro ha realizzato il bellissimo booktrailer che qui potete ammirare e che, in quanto amici, mi aiuterete a far girare condividendolo a più non posso. Filippo (amico dell’amico) ha composto la musica del trailer.

Vediamo come funziona questo marketing casereccio, ma di classe.

Il Booktrailer di Alessandro Lentati (si raccomanda la visione a tutto schermo e la musica a palla, dopo di che cliccateci sopra e da youtube condividetelo su fb, è chiaro :-)):

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ZYQ4RtICJIQ]

La Quarta di copertina del grande Emidio Clementi:

“Ci sono storie dalla trama solida e inattaccabile, in cui tutti gli elementi sono sistemati al posto giusto e niente è lasciato al caso. Altre invece sembrano nutrirsi dell’incongruenza del mondo, non sentono l’esigenza di far tornare i conti a ogni costo, ma con sguardo dolente e sorpreso si insinuano tra le pieghe della realtà, portano alla luce attimi che la banalità del quotidiano ci impedisce di vedere. E’ il genere di storia che preferisco e  ‘La qualità della vita’ è senza dubbio tra queste. All’apparenza non c’è nulla di straniante: una stazione di provincia, un incontro casuale, una Milano che fatica a farsi amare, una morte improvvisa, un amore perduto. Eppure –come in una tela di Vermeer– ogni situazione appare di colpo sotto una luce nuova, inattesa. E forse è questo ciò di cui un lettore ha più di tutto bisogno: essere preso per mano e vedere –non al di là della superficie delle cose, ma attraverso di essa”

I pesci di Umberto:

Dopo aver visto il trailer e letto le parole di Emidio, beh, trepiderete è ovvio:

il mio romanzo esce per la casa editrice Italic – Pequod e sarà nelle librerie italiane dal 5 maggio. La prima presentazione ad Ancona il 29 aprile in anteprima. Venerdì 21 maggio, invece, sarò alla Libreria Utopia di Milano, in Largo la Foppa (davanti alla fermata metro Moscova). Poi  in altre città, con altri amici.

Viva i libri, Viva gli amici.

Pamarasca

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Un pochino ci ho pensato, prima: di carattere sono già abbastanza saccente senza bisogno di esercitarmi in uno spazio tutto mio. Da qualche tempo, poi, sto sempre sul web: magari così è troppo. Ritengo di poter dire cose interessanti sì ma…  è una mia convinzione :-)

Nemmeno ho pensato: ce l’hanno tutti, perché io no? Voglio dire, non ho nemmeno la patente se è per questo, o la cravatta, o la carta di credito.

Per di più, non sono specializzato proprio in niente. Poco più che un conoscitore, direi. Di web (non troppo), di arte (un po’ di più) di libri (il giusto) di locali serali e notturni (abbastanza) di musica indie (così così) di pulizia delle spiagge (mmmh) di ghost writing (parecchio) di politica e così via fino ai sacchetti degli aspirapolvere Rowenta….

Pensa e ripensa, una delle tante vocine nella mia mente ha detto “se ti va di farlo, che sarà mai, cosa credi che la gente ti aspetti al varco? E chi sei? Saramago?”

E un’altra vocina (ve l’ho detto che sono tante): “a gennaio esce il tuo romanzo, potresti usare un blog per far pubblicità”  :-)

Vocina dopo vocina, mi hanno convinto. Si trattava infine di sgonfiare un po’ l’ego del sottoscritto e darsi delle regole. Queste:

1) cercherò di non somigliare a quel me stesso che, tra qualche decina d’anni, darà bastonate ai cofani delle automobili parcheggiate in doppia fila;

2) inserirò un po’ di cose che ho scritto nel corso degli anni. Versi o prose che per una serie di motivi non voglio provare a pubblicare su carta.

3) parlerò male di certe persone, che so, di Berlusconi, ma tratterò simili argomenti con moderazione.

4) sarò sincero e trasparente. Sono convinto si possa esserlo sul web, spesso più che nella realtà.

Ok?

Ciao a tutti, PaMarasca