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qualità della vita

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Da quando ricopro la carica di assessore ho avuto pochissimo tempo per scrivere. Una cosa del tutto normale, alla quale, da punto di vista del web, cerco di rimediare con questa rivisitazione del mio blog storico, e con la creazione di un nuovo blog, PaassessorePamarasca va in Comune, nel quale mi prefiggo di raccontare come meglio posso il forma di diario la mia esperienza politico-amministrativa.

Dal punto di vista della narrativa, ho più difficoltà. Il mio secondo romanzo è uscito quando già ero assessore, ma è stato scritto tempo prima: si tratta di un romanzo al quale ho lavorato molto, con il cuore e con la testa, cercando persino di snaturare alcuni tratti della mia prosa per raccontare una storia alla quale tengo molto, e che qualcuno dice abbia un senso anche metaforico. Da allora, ho maturato un’idea davvero particolare per il terzo romanzo, ma non ho affatto tempo di metterci le mani, come è giusto che sia dal momento che ho accettato questo incarico.

 

Ne approfitto allora per fare un po’ di pubblicità ai miei lavori, non me ne vogliate. Così chi non li conosce sa che esistono, e chi li conosce si ricorderà ancora di loro quando uscirà il prossimo.

 

Il mio primo romanzo si intitola La qualità della vita ed è uscito per la casa editrice Italic nel maggio del 2010. Un romanzo piccolo e giallo, con una bellissima copertina donatami da Umberto Grati, che parla molto di me ed è inventato solo in parte. Una storia intima, che mi ha cambiato la vita.

 

All’inizio del 2013 ho pubblicato un altro lavoro, stavolta più particolare. Il titolo è M ed è una graphic novel realizzata a quattro mani con l’artista e illustratore Danilo Santinelli: il testo è una rivisitazione del romanzo a puntate che avevo pubblicato sul sito Ultima Sigaretta l’anno precedente ed è forse il testo al quale sono in assoluto più affezionato. I lavori di Danilo – meravigliosi – lo nobilitano parecchio, devo dire. Abbiamo deciso di pubblicarlo con Narcissus, la piattaforma di selfpublishing di Simplicissimus, perché stampare un lavoro del genere, oggi, ci è sembrata impresa troppo arda da chiedere a un editore.

 

Ecco quindi che, nell’estate del 2014, esce il mio secondo romanzo, La meccanica dei gesti, per la serissima e appassionata casa editrice milanese Milieu, che in questi giorni sta partecipando all’avventura della neonata NN, casa editrice che promette e realizza già grandi cose. La meccanica è un romanzo al quale ho lavorato circa tre anni (non si direbbe, visto quanto è lungo, lo so) e che rappresenta per me la sfida del “romanzo” appunto, cioè della capacità di raccontare una storia dopo che, nel primo, avevo raccontato un viaggio interiore. Un romanzo che funziona, a mio parere, al di là del valore che non sta a me giudicare, e che mi ha lasciato un dolore tremendo perché al centro della vicenda c’è una bambina alla quale mi sono terribilmente affezionato, scrivendola, e che mi manca così tanto, da quando non la scrivo più. Forse per questo ho continuato a lavorarci tanto tempo. La copertina, in effetti particolare, ha una sua storia all’interno della mia famiglia, e delle case che ho abitato.

 

Come ho detto, sto costruendo un nuovo lavoro che però ha bisogno di tempo e concentrazione, due cose che, al momento, ho preferito prestare ad altro impegno. Nel frattempo me lo costruisco nella testa, durante le mie passeggiate, e attendo che pian piano venga fuori, come capita con le barche di cui vedi la prua all’orizzonte, dietro la punta di un monte.

 

Nel frattempo, vedete un po’ voi :-)

 

Pamarasca

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Ho iniziato a scrivere tardi. Scrivere per la pubblicazione, almeno. Non è un rimpianto, ma una semplice constatazione. Una volta iniziato, vorrei farlo sempre. Di più. E’ come se tante storie vivessero compresse in un contenitore che mi portavo dietro.

Lavoro, anche, sui social network. Soprattutto facebook. Ho avvicinato questo social in un periodo particolare della mia vita e mi ha permesso di ritrovare trame di amicizie che si erano spezzate, sfilacciate o scolorite. Poi, nel tempo, di conoscere persone nuove anche, e condividere un mucchio di cose belle, importanti, divertenti, impegnate, sciocche.
Dovendo monitorare facebook per lavoro, finisce che ci passo diverso tempo anche con il mio profilo personale.

Considero facebook (e i social in genere) una gran cosa. Ne sono entusiasta. Per i vecchi e cari amici, per i nuovi, per le informazioni e qualche volta per le discussioni. Considero i social un’arma rivoluzionaria potentissima. Fb ha un mucchio di limiti che non è il caso di approfondire qui, certo, e sta diventando sempre più una sequela di inserzioni pubblicitarie, però mi piace ancora e nutro fiducia in questo mezzo.

Ma ho iniziato a scrivere tardi e mi accorgo ogni giorno di più delle mie debolezze.

Chi mi conosce, sa delle mie debolezze. Ad esempio, mi capita di passare al bar, incontrare qualche amico, dire “mi fermo due minuti, il tempo di un bicchiere” e dopo tre ore e non esattamente un bicchiere solo sono ancora lì. Non c’è niente di male.
Mi accade lo stesso su facebook. Sono troppo curioso, troppo interessato alla maggior parte dei link. Troppo polemico, anche, chiacchierone, e mi entusiasmo appena vedo una grafica ben fatta, un’idea particolare. Clic dopo clic – parola dopo parola – mi passano le ore che non devo dedicare al mio lavoro. Che sono esattamente quelle che devo dedicare alla scrittura. Che ho iniziato tardi.

I personaggi delle storie che mi abitano hanno iniziato a rimproverarmi.
Certo, lavoro sui social, quindi non posso (né voglio, in definitiva) evitare i social anche solo per un po’. Ma non sono in grado di evitare le distrazioni, non è nel mio carattere. Quindi d’ora in poi cercherò di frequentare il minimo indispensabile il mio account, che è sempre stato particolarmente attivo. Chi se ne frega, direte voi.

In effetti, non scrivo questo perché credo interessi a molti se il mio account sarà meno attivo. Lo scrivo per condividere una riflessione che, ne sono certo, non sono il solo a fare. La condivisione e la comunità non sono tutto, e a volte il tempo va utilizzato con misura. Specie se si nutre un desiderio.

Citando un vecchio articolo di Bartezzaghi: in rete “ci stiamo tutti allenando per una partita che non si giocherà”. Ma, prima che mi cedano le gambe, voglio provare a calpestare l’erba di quel match.

Pamarasca

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Non che sia importante, ma da domani sarò al Salone del Libro. Una grande occasione, soprattutto, per passare un po’ di tempo con gli amici di Verdenero.

Il mio romanzo La qualità della vita sarà allo stand x38, y37 padiglione OVAL. Per buona parte del venerdì pomeriggio e del sabato anche io sarò presso quello stand, assieme ai rappresentanti di alcune case editrici provenienti dalle Marche. Per inciso, pubblicano ottimi volumi e vale la pena darci un’occhiata. La regione dalla quale provengo sta diventando una piccola fucina di autori.

Casomai qualcuno delle migliaia di fans capitasse allo stand e non mi trovasse, lascerò un recapito telefonico cui contattarmi e, pur di evitare che vi strappiate tutti i capelli, correrò da voi. Oppure, provate dagli amici Verdenero: Stand E36.

Il mio secondo romanzo non ci sarà ancora, ma se ne può parlare :-)

Grazie a tutti da parte mia e de La qualità della vita

Pamarasca

Si avvicina gennaio e in effetti ho il mio da fare. Un eclettico da fare, ok, lo ammetto. Ecco il calendario:

Lunedì 3 gennaio alle 21, alla Sala Melpomene del Teatro delle Muse, presenterò il romanzo di Carlo D’Amicis La battuta perfetta (MinimumFax). Qui c’è una mia recensione a questo libro davvero bello, che racconta la storia del nostro Paese attraverso una famiglia, la televisione, Berlusconi, Pasolini, battone, veline e molto altro ancora. D’Amicis è uno dei redattori di Fahrenheit, il programma sui libri di Radiotre, e giustamente Marco Lodoli su La Repubblica ha scritto che il suo è un romanzo “da non perdere”.

Per quel che riguarda me, non presento libri di solito, anzi non l’ho mai fatto, ma questo qui valeva proprio la pena, me lo hanno chiesto e non potevo dir di no: è un grande onore. Mi piacerebbe riempire quella sala e soprattutto convincere i miei amici a legger questo libro.

Sabato 15 gennaio Thermos Party alla Cupa
Non di soli libri si vive. Anche di amici, musica e long drinks. Sabato 15 gennaio allora ecco la grande festa revival del Thermos alla Cupa: al bancone il sottoscritto & socia Simona + eventuali guest stars del miscelamento approssimativo che fece unico il nostro locale, mentre in consolle alcuni dei djs che animarono le più calde serate del vostro localino preferito. La musica sarà rigorosamente quella che ballavate allora. Per il programma della serata invierò aggiornamenti nel corso della settimana precedente. Yo! e grazie ai ragazzi della Cupa!


Venerdì 28 gennaio alla Libreria Il Mercante di Storie di Osimo alle 18 e 30
presentazione de La qualità della vita. A questo proposito, ho un’idea un pochino astrusa: visto che molti degli amici qui in zona hanno letto il romanzo, perché non evitare una presentazione vera e propria e invece sentire direttamente le loro opinioni? Ci sto lavorando, vi farò sapere. Ad ogni modo, la libreria è deliziosa, Osimo pure, si parla del libro che ho scritto: accorrete numerosi

Ecco, questi sono gli appuntamenti di gennaio che volevo ricordare a chi gravita in zona.

Grazie

Pamarasca