Né Geishe Né Samurai

Né Geishe Né Samurai

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In Italia, non ci si dimette facilmente. Pensiamo a Fazio, della Banca d’Italia. A ¾ dei partiti italiani. A Berlusconi stesso, che rimarrebbe lì anche se smascherato da Horatio Caine sulla scena di un delitto. Pensiamo a Ferrara, l’allenatore della Juventus, squadra che è un po’ un’Italia in miniatura, con le sue tangenti, gli scandali, i vecchi senatori e gran parte del popolo fascista.

In Italia, all’inizio del Novecento, alle grandi aziende era impedito fallire: per pagarne i lavoratori, lo Stato batteva moneta. Quanti stipendi bisogna pagare sto mese? Bene, fai le banconote…abbiamo una lunga, interessante storia che ci spiega perché siamo così.

In Italia non è nemmeno una questione di soldi. E’ una questione di potere. Sbaviamo letteralmente per il potere: potere territoriale; potere sulle persone; potere sulle donne; potere mafioso; potere razzista. Non ci accorgiamo che le sole persone capaci di sostenere il potere sono quelle che si disinteressano del potere in sé. Diventiamo goffi, ridicoli, circensi. Violenti, arroganti, felliniani.

Il signor Bertolaso, che con una spocchia mai vista aveva fatto incazzare tutta l’Onu per i suoi giudizi sugli aiuti ad Haiti, non si dimette. Mi pare giusto, perché dovrebbe? Se è stato al centro di corruzione ed ha palesemente usufruito di favori sessuali a pagamento (altrui), ha come precedente addirittura il presidente del consiglio. Io, pur nella impossibilità di essere sentito da lui, vorrei dirgli due cose lo stesso.

La prima, riguarda questa faccenda del sesso a pagamento. Il problema non è che sia fatto per alimentare la corruzione. Il problema è che sia fatto. Il problema è che, oggi, usufruendo delle prestazioni sessuali di una Escort (che, beninteso, solo perché ha un appellativo straniero non ha nulla a che fare con una geisha) non si fa torto a lei, ma a tutte le donne, ragazze e ragazzine che vendono per due spiccioli il proprio corpo sulle strade del nostro paese. Che vengono private, nell’ordine: dei documenti, dei diritti, della speranza, della resistenza. Se un assassino è un assassino, e un ladro è un ladro, un puttaniere è un puttaniere. La sua offesa va oltre la singola persona che ha davanti. E’ rivolta a tutte le donne. Almeno finché la situazione sarà quella odierna. Come ha ben spiegato qui la scrittrice albanese Elvira Dones.

La seconda, la faccio dire a Pino Arlacchi o, meglio, a uno dei pentiti di mafia che egli ha intervistato per scrivere La mafia imprenditrice. Per descrivere i nuovi mafiosi, quelli divenuti poi gli odierni, usa queste parole:

“Questa gente è dotata di una vitalità straordinaria. Non stanno mai fermi, in ozio. Adesso trattano un affare, più tardi sono a pranzo, poi trattano un altro affare, poi vanno da un amante. Poi passano a controllare la situazione […] Mangiano, bevono, si divertono, uccidono. Tutto fatto intensamente, disordinatamente, senza spazi vuoti e senza tempi morti” (1a ed., 1983, p. 154)

Ecco, il potere. Il potere che ti fa credere di essere un superuomo, ti rigira i globi oculari verso l’interno sì che ogni cosa si specchi in te. Eppure, signori potenti, questo non è un dono, ma una malattia, per sopportare la quale è necessaria una forza che voi non avete. Sono necessari anticorpi che, evidentemente, in Italia non esistono (e d’altronde sono rari in tutto il mondo). In voi è sviluppato il ceppo peggiore di questo virus: il potere ignorante. Voi non sapete perché siete potenti. Non ne avete idea. Nessuno ne ha idea. Non vi interessa conoscere, non vi interessa studiare le cose e il loro senso. Vi interessa solo stare lì, seduti, malati, fino alla fine dei vostri giorni.

E’ una scena penosa, che nemmeno Lars Von Trier riuscirebbe a girare, e forse Shakespeare si rifiuterebbe di scrivere, perché i suoi malati di potere, i suoi re e mercanti, avevano perlomeno uno spessore. Crudele, deforme, ributtante. Ma uno spessore.

Per inciso, anche i cattivi della Marvel ne hanno di più dei nostri, di spessore

Ciao

pamarasca

Le immagini:
Andrea Pazienza
Lo Sceicco Bianco di Fellini
Hyeronimus Bosch
Francis Bacon
Per i fallimenti italiani salvati, la storia è in: Amatori F., Colli A., Impresa e industria in Italia dall’Unità a oggi, Venezia, 1999.

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6 COMMENTI

  1. ciao. un bel post. La domanda sorge spontanea. Ci saranno sicuramente altre persone come te che si rendono conto della situazione. Perché nessuno fa niente? Perché tutti in fondo in fondo sperano di servirsi a quattro mani dallo stesso vassoio? Il sogno bagnato dell`italiano medio é essere berlusconi o velina? Io mi chiedo soltanto. Il commento che ha fatto sulle belle ragazze albanesi… la gente ride, dice “ne ha detta una delle sue”. No. NO!

    • ciao Serena. Sono d’accordo con te. Quel commento è una delle cose più gravi che sia accaduta negli ultimi anni in Italia, perché, ne sono convinto, l’uso delle parole è grave quanto l’uso della forza, in certi casi. Purtroppo, ho la sensazione che sì, la maggior parte della gente attende solo di mettere le mani su quel vassoio d’argento. Ma soprattutto, attende di avere il suo piccolo, misero momento di potere, un momento in cui potrà dire quel che vuole.
      Non esiste un Dna di un popolo, ma esiste la storia di un Paese: e il Paese in cui vivo e in cui tu vivevi ha fatto troppi patti con il diavolo, probabilmente, per salvarsi l’anima.
      Grazie del commento :)

  2. “..il Partito ricerca il potere in quanto tale. Il bene altrui non ci interessa, è solo il potere che ci sta a cuore. Non desideriamo la ricchezza, il lusso, la felicità, una lunga vita. Vogliamo il potere, il potere allo stato puro…..Il potere è un fine non un mezzo….il potere è il potere sugli esseri umani.sul corpo, ma sopratutto sulla mente….il vero potere, il potere per il quale dobbiamo lottare …non è il potere sulle cose ma quello sugli uomini.”
    Orwell 1984 riportato da Indefinita

  3. caro paramasca,
    il fatto è che questi qui sono tenuti al potere da un voto, e chi dovrebbe vigilare sulle regole per non fare accadere queste cose, o almeno screditarle, non fa nulla per impedirle.
    e che dire degli intellettuali del belpaese, bello nonostante la loro latitanza e peggio, la loro complicità con lo schifo?
    che dire degli architetti, casamonti, boeri, delle loro corti dei miracoli?
    perché a tutti, in fondo va bene così?
    per gli italiani votano per questi qua?
    perché, è semplice.
    perché questi qua sono i padroni del bel paese, e perché l’europa è sempre più debole, e perché va bene così.
    il mio motto è diventato:
    ciavatene.
    fai quello che credi giusto e ciavatene.
    con tutto il mio disperato entusiasmo, me ne ciavo e faccio quello che mi piace e credo giusto.
    al massimo finirò in una missione in africa,
    me ne ciavo delle loro puttane, delle loro escort e dei loro soldi.

    • ciao blook, grazie del commento. In fondo sono d’accordo con te, anzi, nemmeno tanto in fondo. C’è molto di più al mondo, di queste nefandezze. E però, credo che si possa continuare a tenere alto, nel nostro piccolo, uno spirito critico, a esprimere quel che pensiamo di una situazione del genere. E’ necessario per noi e per la storia, per capire il funzionamento delle cose, non solo di un paese per il quale nutro sempre meno interesse. Per quel che mi riguarda, ho altre priorità: ma non mi tiro indietro se si tratta di esprimere un pensiero che credo possa, nel suo piccolo, essere utile.
      Un saluto,

      pamarasca

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